Da Turista a Viaggiatore

Viaggiare senza essere soltanto semplici spettatori di paesaggi da guardare avidamente o fruitori passivi delle “bellezze del posto”, ma partecipare, seppur temporaneamente, alla vita di un luogo, testimoniarne le trasformazioni in atto, sentendosi non “intrusi” ma ospiti che si avvicinano in punta di piedi e costruiscono relazioni positive con comunità ospitanti che sentano veramente “ospitali”, insomma un viaggio vissuto come scambio e non come consumo.

Viaggiare sentendosi “al sicuro”, senza sentirsi tanto protetti da diventare “anestetizzati” dal mondo là fuori, come in uno di quei grandi hotel tutti uguali e un po’ anonimi, ma piuttosto “correre il rischio” di sentirsi come in casa propria, passando qualche notte in una famiglia o nella casa dell’ospite del villaggio.

I viaggi sono i viaggiatori. Ciò che vediamo non è ciò che vediamo, ma ciò che siamo. Fernando Pessoa

Viaggiare con gli occhi di un migrante che ha lasciato il suo paese da ragazzo con il sogno dell’Europa e vi fa ritorno per trasmettere ai giovani, che sognano il suo stesso sogno, o agli anziani allucinati dalla modernità, quanto appreso al di là del mare.

Viaggiare per partecipare a feste e rituali che mantengono viva la storia e il senso di appartenenza, oppure la “fede” di una comunità.

Viaggiare per entrare in contatto con gruppi di uomini e donne impegnati nella difesa del proprio territorio, intenti a riscoprire il proprio patrimonio materiale e immateriale, le proprie origini per immaginare il futuro delle generazioni a venire.

E’ il nostro invito ad un viaggio che ci fa divertire e insieme pensare e che ci fa scoprire nell’altro un po’ di noi stessi.

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